

Il settore europeo e italiano del riciclo della plastica sta affrontando una fase di profonda difficoltà. Alla base vi è la concorrenza delle materie prime vergini, disponibili a prezzi molto bassi, e delle importazioni extra UE di materiale riciclato con standard di qualità e tracciabilità spesso incerti. Una situazione aggravata dall’aumento dei costi energetici e dalla mancanza di strumenti di sostegno adeguati, che rischia di compromettere la tenuta di un comparto strategico per la decarbonizzazione dell’economia.
Secondo le associazioni di categoria, solo in Europa si contano già 40 impianti chiusi e la prospettiva, se non si interverrà tempestivamente, è la perdita di una capacità di riciclo pari a un milione di tonnellate entro fine anno. In Italia, l’allarme è stato rilanciato da ASSORIMAP, l’Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche, che rappresenta oltre 350 imprese, con più di 10.000 addetti e una capacità installata di circa 1,8 milioni di tonnellate annue.
In una lettera indirizzata alle istituzioni europee, sottoscritta da 28 attori nazionali e transnazionali del comparto, sono state avanzate sei raccomandazioni strategiche per fronteggiare la crisi:
rafforzare i controlli doganali e introdurre mirror measures, affinché le materie prime vergini, il riciclato e i prodotti importati rispettino gli stessi standard ambientali applicati in Europa;
stimolare la domanda di materie plastiche riciclate di alta qualità prodotte all’interno dell’UE;
aumentare gli investimenti in infrastrutture per la raccolta, la selezione e il riciclo;
attivare incentivi fiscali e leve economiche, come Iva agevolata ed eco-modulazione dei contributi EPR, per favorire l’innovazione e l’eco-design.
In seguito agli appelli del settore, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha convocato un tavolo di crisi per il prossimo 8 ottobre. Al centro del confronto: le criticità della gestione dei rifiuti plastici, lo stato di avanzamento dei target comunitari e le possibili misure di supporto finanziario.
In B4Pet crediamo che il riciclo della plastica rappresenti una risorsa strategica non solo per l’ambiente, ma anche per l’industria e l’occupazione. Difendere la filiera significa difendere il futuro: per questo condividiamo e sosteniamo con forza le richieste di regole eque, incentivi concreti e una visione politica di lungo periodo.
Solo così sarà possibile garantire competitività, innovazione e sostenibilità a un comparto che costituisce il cuore dell’economia circolare europea.
